Mamma come base sicura

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Come ti sentiresti in una città sconosciuta, in un altro continente, o perfino un altro pianeta, senza il tuo smartphone, né navigatore o mappe e senza conoscere una parola della lingua del posto, né degli usi, costumi, cibo ecc?

Ecco.. i nostri cuccioli si sentono così quando fra i 6/9 mesi iniziano a gattonare e/o dopo a camminare.
Sentono una forte spinta all'esplorazione, è nella loro natura.
Ma per farlo con una certa libertà hanno bisogno di avere punti di riferimento, una base sicura a cui ritornare quando si attiva il sistema della paura/minaccia, quando non conoscono e temono per la loro vita. E per un bambino questo può accadere anche quando secondo noi adulti non c'è niente da temere o cmq anche per cose diverse da quelle che noi riteniamo pericolose.

E qual è, o meglio, chi é questa base sicura? Ebbene sì... siamo noi!
Noi siamo il navigatore, la mappa, il traduttore, la guida turistica a cui il neonato esploratore vorrà ricorrere in caso di bisogno. E più siamo presenti (a debita distanza) e veloci a rispondere ai loro sos (indipendentemente dal motivo o dalla gravità) più loro si sentiranno liberi di esplorare, conoscere, provare e quindi imparare e insomma crescere!

Ma attenzione..come anticipato poco più su fra parentesi "a debita distanza". E cioè?
Cioè a vista d'occhio, a portata di voce. Un po' come se fossimo il numero d'emergenza che il bimbo può chiamare quando lo ritiene necessario. Ma non dobbiamo stare alle calcagna di nostro figlio con cuscini o la mano pronta ad evitargli l'impatto con il pavimento.. sarebbe come se noi girassimo per la sconosciuta città menzionata all'inizio e un'ambulanza ci seguisse a ruota, come se a ogni svolta uscissero i paramedici con la barella. Ok, potrebbe farci sentire inizialmente al sicuro, ma forse dopo un po' ci convinceremmo che il pericolo dev'esserci davvero se la barella e già li pronta per noi. E allora forse ci fermeremmo e smetteremmo di esplorare...Chi ce lo fa fare di correre un rischio così grande? Così il bambino potrebbe sentire che noi non abbiamo fiducia  nelle sue capacità e/o che riteniamo il mondo troppo pericoloso e potrebbe avere paura di esplorare, cercare di starci incollati perché.. non si sa mai!

Se invece, mentre percorriamo le strade della città ci fossero i vigili a dirci (magari in una lingua che ancora non comprendiamo bene) "attento che a destra non si può svoltare", "guarda che il semaforo é arancione, "vai piano in curva" e altre cose altrettanto vere e utili, come ci sentiremmo? Forse non tanto liberi di esplorare e un po' troppo presi e pressati da questi ammonimenti e il risultato sarebbe sempre quello di ridurre l'esplorazione.
Oppure potremmo non imparare niente di com'è fatto il mondo, perché tanto sappiamo che c'è sempre qualcuno che ci scorta lungo la strada giusta e quindi non sbagliando mai, non impariamo mai.
Così succede anche ai bambini quando stiamo lì a dirgli di fare attenzione a ogni cosa, di non toccare, non andare ecc..

Non sto dicendo di lasciare fare ogni cosa, di lasciarli cadere giù da un burrone, ma almeno in casa dobbiamo limitare i divieti e gli ammonimenti. Piuttosto mettiamo in sicurezza uno o più ambienti in cui possano muoversi liberamente, garantendo una maggiore nostra presenza all'inizio anche quando pensiamo non ci sia nessun pericolo (per loro può esserci) e poi aumentando gradualmente la distanza di sicurezza e il loro spazio di manovra.
In poche parole, dobbiamo avere fiducia in loro e nelle loro capacità di provare, imparare e adattarsi.
Inizieranno così ad orientarsi nel mondo sconosciuto con curiosità, apertura, fiducia in sé e imparando dalle loro azioni.

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